L’ARCANA STORIA DIMENTICATA, di Michela De Candido

michela de candido

Michela De Candido

L’ARCANA STORIA DIMENTICATA (in Italiano – in het Italiaans)
di Michela De Candido – accessore cultura & turismo Comune di Varmo (UD)

In un tempo molto molto lontano i patriarchi filo imperiali, incentivarono nel Varmense la costruzione di diverse fortificazioni e monasteri-ospitali, per accogliere il massiccio flusso di persone mosso dalle crociate. Questi ultimi organismi, principalmente retti da un ordine religioso cavalleresco, assolsero il compito, di ricetto. Non di rado assunsero l’aspetto di castelli o case incastellate e quindi atti anche alla difesa, furono posti principalmente sulla vicinale romana “Cresentia” che costeggiando il fiume Tagliamento giungeva a Pieve di Rosa. Inoltre fonti storiche attestano che le navi arrivassero fino alla zona del fiume Varmo, affluente del Tagliamento, un tempo navigabili entrambi e ne facessero uno scalo comodo e propizio.

In questo contesto divenne molto potente la famiglia dei conti Varmo, che con diversi lasciti contribuì alla costruzione degli ospizi di San Tommaso vicino a San Daniele, San Bartolomeo in Volta a Ronchis e S.Maria in Vendoy nei pressi di Varmo.

S.Maria in Vendoy fu una delle fondazioni caratterizzanti l’operatività dei monaci guerrieri e si inserì nel movimento che fu al culmine delle “crociate” verso la Terra-santa. La sua antichissima fondazione si perde nei meandri del tempo, fu in origine templare. A ipotizzare questa tesi, qualche studioso, è il lascito lapideo conservato nella chiesa poco distante. Difatti esisteva un sentiero che collegava Vendoy al secondo luogo legato alla leggenda Templare: la Chiesa Matrice e antico monastero di S. Radegonda, di origine paleocristiana, presumibilmente sorta su un’emanazione energetica sotterranea. La presenza di corsi d’acqua ad una certa profondità esalta gli effetti della rete energetica della terra, scientificamente conosciuta come rete di Hartmann oggetto della moderna geobiologia, ma in realtà conosciuta nell’antichità in occidente come in oriente….

 

Questa è solo una piccolissima parte della storia millenaria del nostro territorio.

L’intento dell’amministrazione, per gli anni avvenire, sarà di far riscoprire alla propria popolazione e non solo, il patrimonio culturale insito nel nostro DNA che ha forgiato le persone che oggi siamo.

Un primo passo lo sta già facendo la pro loco “La Tor” di Belgrado con la mostra itinerante per i cinquecento anni del contado della famiglia Savorgnan. L’esposizione conta ben 60 pannelli che illustrano vicende particolari accadute nei singoli villaggi del contado.

Crediamo che, conoscendo bene le nostre radici potremmo evolvere in maniera stabile e forte.

Michela De Candido

 

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