Ad triangulum – Supercazzora del fuoco (di Mauro Tonino)

befana_ad smets_1695Ad triangulum – Supercazzora del fuoco
Monologo: Autore: Mauro Tonino

Voi, uomini e donne del terzo millennio, vi siete mai chiesti che cos’è il fuoco? Non arrovellatevi a rispondere, perché il responso è no! Altrimenti noi, non staremmo qui a rendervi edotti. Vediamo cosa pensavano al riguardo gli antichi, perché rispetto a tutti noi, “loro” di tempo per riflettere ne avevano:

“I filosofi greci individuarono nel fuoco uno degli archè (o origine) del cosmo, cioè una delle diverse soluzioni proposte dai presocratici per cercare di ricondurre a un’unica sostanza i mutamenti della natura. In particolare Eraclito sosteneva che il mondo aveva avuto origine dal fuoco, da lui inteso come forza primigenia che regola la legge degli opposti contrari. È probabile tuttavia che Eraclito stesso utilizzasse l’immagine del fuoco più come metafora per indicare l’eterno divenire del Lògos.”

Semplice e chiaro, vero?
Già questa elementare spiegazione scaricabile da Wikipedia potrebbe risultare esauriente, ma visto che siamo qui per illuminarvi, ripeteremo le parole dell’artista/scienziato più grande di tutti i tempi:

“Il foco, è da esser messo per consumatore d’ogni sofistico e scopritore e dimostratore di verità, perché lui è luce, scacciatore delle tenebre occultatrici d’ogni essenzia.”

Questo è quanto sostenne il sommo da Vinci nei suoi Codici, ma è proprio così?
No, non è così, non ci credete? Seguiteci nel ragionamento e alla fine converrete con noi.

Il fuoco ci è accanto da più di 400.000 anni, saremmo ingrati se non gli riconoscessimo il merito di averci permesso di fare almeno tre cose fondamentali: Cucinare, forgiare scaldarci (tre, un numero che riecheggerà spesso stasera), ma il fuoco è per sua natura infido, in perenne contraddizione, è contemporaneamente Yin e Yang, luce e tenebre, effimero come il fuoco di paglia, il fuoco fatuo e il fuoco amico. Lo sapevano bene gli antichi assurgendolo a spirito distruttore di Ade come al potere creatore di Efesto.

Fuc, Foc, Fuego, Fire, Fogo, Feuer, Feu, Fajro, Fayer, Fotià, pensate in quante lingue il fuoco principia con la lettera effe, osservate pure la sua grafia, tre aste, il numero tre che torna ancora, eppure una ragione c’è. Questa lettera, essa stessa rappresenta l’essenza, il vero potere, quello che muove il mondo, perché tira più un pelo di effe … che un carro di buoi!

Anche il simbolo alchemico del fuoco è guarda caso un triangolo, tre angoli e tre aste che s’incontrano (come vedete il numero tre che ritorna). Rivolto verso l’alto ricorda la fiamma protesa, in elevazione verso il cielo, ma c’è anche il triangolo rivolto verso il basso, che come abbiamo visto è altrettanto potente!
Ma, tecnicamente che cos’è il fuoco?

E’ una reazione di ossidazione esotermica irreversibile, nell’equilibrio di tre elementi (il tre che ricompare) combustibile, comburente (per chi non lo sa è l’ossigeno) e temperatura di accensione. Non a caso si parla di triangolo della combustione (curioso, il triangolo che riappare sempre)

Qual è poi il suo colore, il rosso direte voi! No! Son tre i colori fondamentali del fuoco ( sempre il tre che riaffiora) il rosso a 585 gradi, il giallo a 995 e l’azzurro 1400 gradi celsius. Da sempre l’uomo sa che il fuoco non gli appartiene, tant’è che Prometeo dovette rubarlo agli dei, ma ne subisce il fascino, sui suoi altari sacrifica i frutti della terra innalzandolo a mediatore tra l’umano e il divino, è simbolo di purificazione, ma è proprio così?

No, non è così! Perché le contraddizioni del fuoco brillano e la storia dell’uomo ne è costellata.

Pensate ai secoli bui, non furono forse illuminati dai roghi delle streghe, alimentati dallo spirito purificatore dell’Inquisitore, nel macabro triangolo che riemerge ancora FUOCO = DIAVOLO = INFERNO, antinomia tra spiritualità e simbologia.

E allora, se l’inferno esiste, chi di loro c’è finito, a parer nostro le streghe no di certo.
Il fuoco, “scacciatore delle tenebre occultatrici d’ogni essenzia” come ebbe a dire il da Vinci o fautore dell’oblio dell’intelletto con Torquemada ad attizzar la pira? Questa è l’ambiguità del fuoco! Essere, e contemporaneamente non essere!

Ma se il triangolo orientato verso l’alto richiama il fuoco e la fiamma, quello verso il basso arde e nutre ben altro fuoco, tant’è che “l’archè” dei greci, ripreso dal pennello di Gustave Coubert migliaia di anni dopo ne “l’origine du monde”, ancor oggi da scandalo in queste terre.

Eh, potenza evocativa del soggetto!
Allora, paleserete voi: Il triangolo è una figura geometrica forte e stabile! Dipende!

Finché i tre costituenti del triangolo della combustione son presenti (temperatura, comburente e combustibile) il fuoco regge, mancandone uno solo si spegne. Di questo troviamo conferma pure nella geometria del triangolo (ovvero il caso di lei, lui e l’altro) la tresca regge e tutto sta in equilibrio, finché il cornuto non viene a sapere e s’incazza.

Pertanto, a conclusione di questa articolata digressione, possiamo scientemente sostenere senza prova di smentita, che fuoco e triangolo son elementi altamente instabili e pericolosi!

Mauro Tonino

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